Il 22 aprile si è celebrata la Giornata Mondiale della Terra.

Mi piace pensare che quest’anno, il cinquantesimo, il suo significato abbia una valenza in più.

Molti nemmeno lo sapevano che esistesse una giornata dedicata alla Terra; i media stessi questa volta hanno messo più enfasi nel parlarne.

Questo perché il nostro pianeta “si è fatto sentire e vedere” più del solito; o meglio noi ci siamo accorti di lui più delle altre volte.

Quest’anno così “forte”, imprevisto, incredibile sotto tutti i punti di vista, siamo diventati più consapevoli del posto in cui abitiamo.

Noi esseri umani a volte abbiamo bisogno di essere scossi per vedere e sentire.

A volte qualcuno ci deve urlare nelle orecchie per farsi sentire e agitarsi sotto i nostri occhi per farsi vedere.

Uno dei nostri limiti umani è la difficoltà di “vedere oltre il proprio naso” e di considerare la realtà percepita come la Realtà.

Concentrati su noi stessi, il nostro piccolo mondo fatto da tante piccole cose da fare, risolvere, ricordare, che ci perdiamo le grandi cose.

Non c’è dolo in questo; siamo fatti così e così ci viene insegnato già da piccoli.

Quest’anno, però, è andata un po’ diversamente. Purtroppo, visto quanto è successo, siamo diventati più attenti. E non solo di noi stessi e delle nostre cose.

Attenzione, cura, altruismo, aiuto, forza, resistenza; e dolore, incredulità, impotenza, isolamento, lacrime ma anche creatività, resilienza, emozione indicibile e lacrime. Di felicità. Rare. Inedite.

Quest’anno abbiamo condensato in pochi mesi una vita intera di scoperta di noi stessi, degli altri, del mondo.

Ci siamo interessati di biologia, anatomia, di terapie, vaccini e storia dei virus per capire, proteggere e proteggerci; abbiamo visitato siti, letto giornali, ascoltato discussioni di politica, sociologia, antropologia, ecologia per sapere chi siamo, dove siamo e dove stiamo andando. I grandi quesiti dell’umanità. Sempre loro.

Pensavamo di sapere qualcosa, almeno ci provavamo a farlo; ma ci siamo accorti che il nostro sapere è così piccolo. 

E la Terra sta lì a guardare, apparentemente immobile.

Sembra in attesa.

Ed esplode nella sua magnificenza con la primavera. Gli animali, le piante, piccoli e grandi abitanti non umani che allargano i loro habitat e si fanno vedere. Lasciandoci senza fiato.

Maestosi anche se piccoli, splendidi nelle loro diversità, iniziano a muoversi noi “nostri” spazi. Sorpresi; loro più di noi.

Meno macchine, meno navi, meno rumore, meno inquinamento materiale ed acustico e la Natura tutta si fa bella; se è possibile, più bella.

Anche noi siamo più “belli”, ingentiliti dagli eventi che ci hanno fermato perché il dolore, la paura, la preoccupazione quando piano, piano si allentano tirano fuori la parte migliore di noi.

Siamo meno concentrati dalla fase acuta e proiettati verso la soluzione, la ripresa. La speranza. La Vita. 

La Terra e i suoi abitanti, ora, sembrano danzare la stessa ballata e si muovono mossi dallo stesso istinto di rinascita (i media e la politica parlano di fase 2 ossia ripresa. Il significato è lo stesso a mio parere).

Un ciclo che si ripete da milioni di anni: nascita, vita, morte. E poi ancora nascita, vita, morte e poi ancora, inesorabilmente, secondo un Progetto troppo grande per capirne appieno il significato.

Nascita come novità, nuovo evento, Vita come opportunità di crescita ed evoluzione, Morte come ricambio, rinnovo, riscoperta.

La Terra, gli umani, la flora e la fauna fanno la stessa cosa da sempre; la Vita è circolare, precisa, sincrona. Preziosa.

Il sistema terra con tutti i suoi abitanti sono intrinsecamente legati perché SONO LA STESSA COSA.

Gli elementi chimici più abbondanti della materia organica ed inorganica sono:

  • Carbonio (C)
  • Idrogeno (H)
  • Ossigeno (O)
  • Azoto (N)

 Senza entrare nei dettagli, la maggior parte del nostro pianeta è costituito da acqua; la maggior parte del nostro corpo E‘ acqua.

H2O la formula della Vita.

Senza acqua la vita non è possibile; se è vero che non siamo soli in questo universo allora è vero che anche altri pianeti ospitano acqua.

Abbiamo bisogno dell’acqua.

Circa il 70% del nostro copro è costituito da acqua. Il sangue, tutti i fluidi, tutti gli organi (cervello compreso) sono fatti principalmente da acqua.

Ne abbiamo bisogno, tanto bisogno, un bisogno vitale.

Si può vivere senza cibo per un bel po’ di tempo; senza acqua no.

L’essenza della vita dei viventi e del pianeta terra è l’acqua. Una sorta di materia collettiva che ci accomuna e ci rende interdipendenti.

L’acqua possiede una forma di “intelligenza”; di memoria.

Da secoli, l’acqua del pianeta e dei viventi ha raccolto informazioni ed elementi preziosi durante il suo passaggio nelle sue varie fasi: liquido, solido, gassoso; il ciclo dell’acqua.

Acqua liquida, quella che forma gli oceani, i mari, i laghi.

Solida, il ghiaccio, rappresentato dai ghiacciai, dalla grandine.

Gassosa, il vapore, come le nuvole.

Diversi stati la stessa formula chimica.

Cambia di stato fisico ma resta la stessa: solida, liquida, gassosa è sempre acqua.

H2O.

Tornando al nostro corpo fisico, l’acqua ci rappresenta e ci identifica.

Le persone cambiano profondamente in base al loro stato di idratazione.

Quando i pazienti mi chiedono aiuto per capire quale linea alimentare è ideale per loro, io mi soffermo molto sul loro livello di idratazione.

Perché da questo parte la nostra salute, la stabilità chimico-fisica organica, l’equilibrio del sistema metabolico nel suo insieme e la nostra forza. Anche mentale.

Il cervello è un organo estremamente complesso che funziona grazie alle leggi della chimica e dell’elettricità.

Esteticamente appare come una massa gelatinosa circonvoluta ossia ripiegata più volte a formare scanalature ed involuzioni della sostanza di cui è costituita.

Gelatina, quindi acqua.

Il “signor cervello” è fatto di acqua e ne ha costantemente bisogno.

Anche minimi cali del livello ideale mette in allerta il sistema nervoso. E cala la prestazione, subentra la difficoltà di concentrazione, la stanchezza. Il cambio dell’umore.

Lo sanno bene gli sportivi che hanno imparato quanto è cruciale idratarsi bene prima, durante e dopo lo sforzo fisico. Per mantenere alti sia gli standard psichici che fisici.

Pensate che una perdita di liquidi pari solo all’1/2% del peso corporeo induce un calo della prestazione.

Una perdita del 5% del peso corporeo corrisponde ad un calo del 30% della capacità lavorativa; una perdita di liquidi pari al 6/10% del peso corporeo può provocare un colpo di calore.

Oltre queste perdite si rischia la salute. Si mette a repentaglio il buon funzionamento del sistema muscolare, endocrino, nervoso, scheletrico.

Ogni organo, sistema è fatto di cellule: tutte le cellule sono fatte di acqua.

Soprattutto di acqua.

Eppure molti, davvero molti, bevono poco. Per poco intendo un paio di bicchieri di acqua al giorno o poco più.

E’ contro la nostra natura; è un non senso, un colpo al cuore nel nostro stato di esseri umani. Fatti di acqua.

Il perché molti bevono poco fa riflettere.

Di solito mi dicono che “si dimenticano” di bere perché impegnati a fare altro (lavorare di solito) o perché non sentono sete. A parte in estate quando si superano i 30°C e si suda anche senza

muoversi. E si rischia una disidratazione da ospedale. In questo caso non ci si dimentica. Ci pensa la Vita a salvarci.

Avere sete è già tardi: è un campanello, anzi una campana, di allarme. Quando abbiamo sete siamo già in deficit di acqua, abbiamo già perso il sopracitato 1/2% del peso corporeo e le nostre prestazioni iniziano ad essere compromesse.

Anche questo si chiama stanchezza, anche per questo abbiamo bisogno di fare pausa, anche per questo siamo umorali e preda di instabilità.

Abbiamo bisogno di bere, non della pausa caffè o di mangiare. A questo proposito, spesso scambiamo la sete con la fame.

Ci viene più naturale mangiare piuttosto che bere. Ma non è naturale mangiare ad ogni ora. Bere piccoli sorsi spesso (almeno ad ogni ora) sì!

Sapete, anche questa è abitudine, tram tram, comportamenti appresi. Poca attenzione. Quello che dicevo all’inizio.

Bere poco fa male a tutto il corpo e a tutti gli organismi.

Beviamo poco ma sprechiamo acqua.

Beviamo poco e ci preoccupiamo ancora meno della qualità delle nostre acque sempre più inquinate dai nostri stessi comportamenti.

Beviamo poco ma spendiamo tanto (più di tutti gli altri paesi europei) per COMPRARE acqua.

In bottiglie. Di plastica. Altro non senso comune.

Ma questo è un altro argomento. Lo affronteremo magari un’altra volta.

Se almeno il 70% di noi è acqua non è sufficiente berne mezzo litro al giorno.

Pesatevi e considerate che molto più della metà del numero che leggete sulla bilancia è acqua che viene continuamente ricambiata, riassorbita ed eliminata.

Mantenere quel 70% significa stare in salute e prevede l’introduzione di circa 1,5/2 litri di acqua al giorno. Quantità variabile a seconda dell’età, del peso. Dell’attività fisica e della stagione. Quantità variabile di solito al rialzo, per esempio in estate o per chi fa sport; non al ribasso.

Il segreto è ri-abituare il corpo alla sua normalità, ri-educarlo a desiderare l’acqua, a goderne, a cercarla per tutto il giorno non solo durante i pasti.

L’organismo fa quello che decidiamo noi perché si adatta ai nostri comportamenti. Ma non sempre sono virtuosi e sani.

Abituarsi, ancora, a bere acqua e scongiurare pericolose disidratazioni, vuol dire sorseggiare spesso piccole quantità di acqua durante tutto il giorno.

Migliora così la diuresi, il drenaggio dei liquidi e delle tossine da eliminare insomma un “tagliando salute” a tutto il corpo e, sì, per chi è sovrappeso, aiuta a dimagrire e migliora l’estetica.

Del viso per esempio (le rughe, soprattutto quelle precoci, sono un chiaro sintomo di disidratazione) o delle gambe (edema e cellulite altro non sono che ristagni di liquidi non veicolati all’esterno perché spesso scarseggia il veicolo, cioè l’acqua).

Il binomio sano e bello dipende anche da quanta acqua si beve.

Vi invito ora, con la bella stagione alle porte, di prestare attenzione a quanto detto e, per chi si è ritrovato, di provare da subito a ritrovare il rapporto sano con l’acqua.

Almeno noi possiamo farlo. Noi fortunati che ne abbiamo in abbondanza. Non per tutti è così.

Portiamo rispetto alla molecola della vita: beviamo a sufficienza ma non sprechiamola. Ne va della salute del pianeta. Quindi della nostra.

Se il pianeta terra potesse parlare ed esprimere la sua opinione, secondo me si rivolgerebbe alla nostra parte liquida, quella pura, intrisa della memoria collettiva che sa, senza scadere in cristallizzazioni di pensiero acquisito per difesa e per comodità.

Parlerebbe alle nostre corde sensibili, umane ma allo stesso tempo universali, planetarie, senza tempo.

Parlerebbe a sé stessa quindi, auto-purificandosi da tossine fatte di ego e attaccamento per fluire dentro e fuori di noi con eleganza ed armoniosa leggiadria. Come solo l’acqua, anche quando è impetuosa, sa fare.

Io credo, davvero, che tutti noi lo sappiamo bene cosa fare, cosa è giusto per noi, per gli altri, per  il pianeta, l’universo intero.

Lo sappiamo perché siamo fatti della stessa materia, siamo simili e dissimili allo stesso tempo e per questo unici ed irripetibili.

Come i cristalli di ghiaccio, quelli che formano la neve; come i nostri polpastrelli, la nostra iride, la nostra identità che ci rende noi; solo noi.

Diversi ma uguali nella composizione, nella natura intrinseca della Vita che non è la nostra vita ma l’esistenza del Tutto. Noi, pianeta terra, sistema solare, Cosmo o Creato tutto insieme.

Lasciatemi ancora dire due cose sull’acqua (in verità ne avrei molte altre da dire. Se me lo chiederete approfondirò con gioia. Ci sono tanti “rivoli” magico-scientifici da dire su sua Maestà l’acqua).

Essa si trova in abbondanza anche in tanti prodotti della natura e che la natura stessa ci offre per mantenerci in vita.

Parlo delle verdure e della frutta formati soprattutto da acqua, vitamine e sali minerali.

L’acqua stessa, quella che scorre sul pianeta e che beviamo, è un miscuglio di H20, vitamine e sali minerali. Nel nostro corpo coesistono acqua, vitamine e sali minerali.

La similitudine non deve sorprendere: tutto concorre a farci del bene (Natura benigna).

Siamo parte del sistema e del sistema ci nutriamo.

Per questo nella nostra tavola non dovrebbero mancare frutta e verdura. Non perché, come spesso leggo e si dice, fanno dimagrire.

Fanno la nostra fibra, frutta e verdura, così come gli altri nutrienti.

Ciò che fa dimagrire, ossia ciò che fa perdere gli eccessi, è un processo che non ha nulla a che fare con il calcolo calorico, la tecnica, il pensiero prettamente scientifico-alimentare.

C’è di più; molto di più. Così tanto di più che merita un discorso a sé. Che ho intenzione di farvi.

In un momento totalmente dedicato.

Cosa ne dite della prossima volta? Di settimana prossima?

Una sessione dedicata a cosa fa, cosa vuole il nostro corpo; come il nostro sistema organico destreggia le sue capacità di ripresa, di riequilibrio e di dimagrimento.

Chiamiamola FASE 2 CORPOREA.

E’ doveroso di questi tempi, di tutti i tempi, perché il nostro corpo, non solo quello materiale, non ha tempo.

Ha dentro di sé la storia, tutta la storia dell’umanità.

Anzi del pianeta terra.

Anzi dell’eternità. 

TUTTO, ANDRA’ BENE!

Vi aspetto.

Io ci sarò.

Parleremo di come farci trovare pronti, energetici, in forma, per la bella stagione.

Anche con le ricette promesse ma questa volta assenti.

Abbiate pazienza. Sono naturalista nell’anima. Mi sono presa questo spazio per parlare della Natura.

So che apprezzate.

Grazie

Valentina Cutri

 

 

 

 

 

 

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