E’ vero, siamo in ripartenza.

La famosa fase 2 è iniziata e, pare, stia dando i risultati sperati: i contagi diminuiscono e le aziende riprendono la produzione.

E’ aumentato il via vai nelle strade, qualche negozio ha alzato la saracinesca e la vita sembra ingranare la marcia.

Ma, siamo pronti?

Siamo attrezzati a rimetterci in campo?

Siamo fisicamente e psicologicamente veramente pronti?

 

Insomma si è parlato tanto di munire aziende, mezzi di trasporto, negozi di tutti i sistemi di sicurezza per permettere la ripresa. Ma nessuno si è preoccupato di come la persona debba essere “messa in sicurezza” per rimettersi in gioco più e meglio di prima.

Parlo della RIPARTENZA PERSONALE, quella del singolo che è altrettanto importante per riavviare il Paese con forza, coraggio, determinazione. Successo.

Non è così scontato.

Certo, tutti hanno il desiderio di uscire, riprendere abitudini, lavoro e attività varie; ma tutti noi siamo profondamente CAMBIATI a causa di quanto è successo e non possiamo dall’oggi al domani essere come prima e fare esattamente quello che facevamo prima.

Siamo cambiati nei ritmi, negli atteggiamenti, negli orari,nelle modalità di tutto quello che facciamo. L’ora del risveglio, dell’addormentamento, dei pasti, dello svago, dell’attività fisica. Sono cambiati i nostri pensieri, i nostri progetti, le aspettative; sono cambiate le risposte allo stress, le domande che ci facciamo e che facciamo agli altri; sono cambiati i nostri gusti, addirittura le nostre capacità e abilità; forse anche la nostra sensibilità.

TUTTO E’ CAMBIATO.

Non importa se meglio o peggio; ma siamo cambiati e tale cambiamento va gestito, assecondato, accolto, direzionato, capito.

Qualcuno se ne deve occupare altrimenti accuseremo il colpo dello “straniero in patria”. Forse non subito a causa dell’ebrezza della tanto sperata normalità ritrovata. Ma quella non è più la nostra normalità.

Un dato su tutti: gli italiani in quarantena hanno mangiato almeno 3 volte tanto rispetto alle abitudini. Questo si traduce in un aumento ponderale del peso di almeno 3-4 Kg se non di più.

Non solo! Orari non più cadenzati ma “misti” in base al desiderio e all’occasione.

Certo, senza orari precisi e a volte senza l’impegno fisso, si mangia quando e quello che si vuole. Quindi si va a letto più tardi, ci si sveglia più tardi e si mangia più tardi. Si ha tempo e si cucina di più e si sperimenta. Si prova. A fare il pane, la pizza, la focaccia, la pasta, i dolci. Si è visto in questa modalità di auto produzione casalinga una forma di risparmio, forse di gioco e di impegno del tempo.

E ancora, la spesa è lievitata insieme al pane nel forno e, non avendo molto altro da fare, i pasti si sono trasformati in banchetti.

Non si poteva uscire né fare sport quindi ci siamo abituati a stare fermi anche dopo questi pasti abbondanti giorno dopo giorno. E poi si è tirato tardi la sera, soprattutto i bambini e i ragazzi, alterando i bioritmi, il ciclo sonno veglia. E abbiamo appreso piccole – grandi abitudini che prima neanche ci sognavamo di sperimentare.

Beh, questo, tutto questo, ha inciso e non poco in noi. Due mesi sono più che sufficienti per trasformare un’azione ripetuta in abitudine (in media bastano tre settimane).

E ora? Cancelliamo tutto e ripartiamo con la memoria di come eravamo?

No, non si può.

Il corpo, la mente, il nostro essere intero non funziona così; ha le sue leggi, i suoi ritmi, i suoi segreti millenari che non permettono stravolgimenti nel breve solo con la volontà o perché il disegno di legge lo prevede.

Come la ripresa delle attività lavorative deve essere graduale, anche la nostra personale ripresa che deve essere graduale, guidata, ponderata, “messa in sicurezza”.

Una buona idea è selezionare le buone abitudini acquisite e tenersele strette. Parlo di tutto il buono che abbiamo appreso, ossia la resilienza, la volontà, la forza di credere e la costanza.

Parlo anche della bellezza di sentirci uniti, bendisposti, capaci. Per esempio di fare anche altro che non sia lavoro, obbligo, il correre sempre anche con la testa con poco, troppo poco tempo per pensare a noi, alla famiglia, a quello che davvero ci piace e ci fa stare bene.

Chissà quanti hanno rivalutato, grazie alla libertà e alla mente “girovaga” del tempo di attesa, vecchi progetti e sogni accantonati per cause definite “più importanti”.

Chissà quanti hanno trovato giovamento e piacere intimo nel fare lavori manuali; si, insomma, sporcarsi un po’ le mani e capire che oltre ad utilizzare abilmente computer e tablet sanno fare altre cose.

I talenti, spesso, si scoprono così, facendo senza paura di sbagliare, sperimentando. Come fanno i bambini, liberi, un po’ sognatori.

E la capacità di gestire situazioni incredibili a casa con la famiglia tutta e sempre riunita; la pazienza, l’ingegno nel fare e far fare cose costruttive, educative, divertenti.

Questo è un capitale meraviglioso che non dobbiamo perdere e lasciare andare; teniamolo stretto,  e ripetiamolo anche dopo, dopo tutte le fasi, quando ci chiederanno di tornare super efficienti e totalmente disponibili.

Se siamo diventati migliori è anche grazie a queste risorse che abbiamo tirato fuori da noi stessi che erano lì, latenti, aspettavano solo di essere ascoltate.

Poi ci sono le aree da migliorare e rimettere in asse.

Con calma ma con convinzione.

Come una ripresa di sé, del reale bisogno dell’intero nostro essere.

Lo so, quando siamo in difficoltà e abbiamo paura (e abbiamo avuto tanta paura) la ricerca del ristoro, il bisogno di dimenticare è troppo forte. Direi umano.

E quale ansiolitico migliore, pratico e veloce vi viene in mente?

IL CIBO!. GIUSTO!

Ecco spiegato lo svuotamento degli scaffali nei supermercati, i carrelli stracolmi, i panettieri che siamo diventati. I banchetti a tutte le ore, la ricerca di alcuni alimenti che prima neppure ci piacevano tanto.

Ok, siamo tutti perdonati. Ma ora basta.

Qualcuno si deve occupare della ripresa dei singoli cittadini. Lo Stato non può farlo. E’ troppo impegnato in altre faccende.

Dobbiamo farlo noi.

Ti offro il mio aiuto.

E’ il momento di pensare PRIMA a te e poi a tutto il resto (il Paese, il lavoro e la famiglia).

Non sto chiedendo di diventare anarchico e di buttare tutto alle ortiche; ti chiedo di PENSARE A COSA FA BENE A TE PER ESSERE LA MIGLIORE VERSIONE DI TE STESSO.

Che si traduce in forza, benessere, energia, forma fisica, entusiasmo, lucidità, gioia, equilibrio…

E’ così che puoi essere la super donna, il super uomo che fa tutto e lo fa bene.

Che si destreggia nel lavoro, in famiglia e sa aiutare e fa crescere figli, imprese, progetti e dispensa forza agli altri.

Comincia da te; identifica cosa ti serve e cosa hai bisogno. Poi sarai attrezzato per fare altrettanto con gli altri.

Sii il migliore esempio possibile. Questo puoi fare ed è giusto fare.

Per esserlo, l’esempio da seguire, ti serve una tecnica, un modo per farlo.

Ti suggerisco come iniziare.

Poi, per ognuno, esistono le personali risposte e modalità che vanno affiancate.

E’ necessario iniziare dal tuo corpo.

Che influirà sulla tua mente.

Che influirà sui tuoi pensieri.

Che guiderà le tue scelte.

Che “parlerà” al tuo dentro. Dicendo cosa è giusto o sbagliato, per te.

Che saprà come farti dire si o no in tutte le situazioni.

Che ti farà capire le priorità. Le tue priorità.

Che ti farà sentire la forza che chiedi per affrontare certe situazioni spinose.

Che ti farà da bussola.

Sembra incredibile ma è così. Il corpo, se ben nutrito e ben trattato, sa esattamente cosa è giusto per noi. Chiamalo istinto, memoria collettiva cellulare, capacità innata.

La mente, invece, spesso mente. Soprattutto se il corpo non è ben nutrito e ben trattato.

Ok, partiamo quindi dal corpo.

Ri-mettiamolo in forma, in moto, in azione.

In una parola nutriamolo bene.

QUESTO è il momento giusto per farlo.

QUESTA E’ LA FASE 2 PERSONALE.

QUESTA E’ IL TUO CONTRIBUTO PER IL PAESE.

Ogni singolo elemento di una comunità è la comunità nel suo insieme perché sa influenzarla e darle direzione.

Siamo un tutt’uno: tutti concorrono a dare forma ad un insieme. In questo caso l’Italia.

Si vince se tutti vincono.

Per vincere devi stare bene.

Da qui non si scappa.

E’ scientificamente provato che per stare bene il corpo ha bisogno di determinati elementi racchiusi nei cibi. Da questi il corpo trae energia che si trasforma nelle azioni che facciamo e nelle funzioni vitali.

Ogni corpo ha bisogno di una precisa quantità di cibo; quindi di energia.

Esattamente come un vaso, se riempiamo troppo il nostro corpo di cibo/energia trabocca; ossia gli eccessi non vengono tramutati in energia da spendere per fare e pensare ma in grasso, accumulo di massa grassa e liquidi ossia edema (cioè gonfiore che alla lunga si trasforma in cellulite).

So che capite cosa intendo; ma quello che più è pericoloso è che il corpo tratta questi eccessi in materia di “scarto” che non può eliminare e, alla lunga, provocano infiammazione. Lo “scarto” deve essere eliminato o speso, altrimenti il nostro organismo ne risulta “intossicato”.

Quello che vedi allo specchio, l’eccesso di massa grassa, il gonfiore, la cellulite sono la risposta del tuo corpo agli eccessi alimentari. Vuol dire che hai dato di più di quello che era necessario. E se non fai nulla, il processo continua e intacca la tua salute. Al corpo non piace avere il di più; lo considera “estraneo”; attua meccanismi di difesa che lo impegnano come se fosse in atto una malattia. Questa è l’infiammazione. Che mina la linea e la salute.

Dunque, la prima regola è: MANGIA DI MENO.

Se ti sei abituato a dosi più abbondanti rispetto ai tuoi standard, diminuisci progressivamente le quantità.

Non devi da subito rinunciare a quello che ti piace ma diminuisci le porzioni. Fallo da oggi stesso. Funziona!.

Seconda regola: SCEGLI IL CIBO MIGLIORE.

Vuoi fare il pane in casa? Ok ma scegli le farine non raffinate.

Ti piace la pasta? Ok ma scegli quella integrale o di canapa o di legumi.

Evita insomma tutti i cibi raffinati, quelli bianchi. Hanno davvero il potere di aumentare la glicemia in breve tempo e, se non ti muovi, di trasformare tutto in grasso. In eccesso.

Ti piacciono i secondi piatti? Ok ma alterna e cambia ogni giorno. Carne, pesce, uova sempre freschi, meglio di natura biologica e in moderate quantità. Mai lo stesso carico proteico sia a pranzo che a cena. E’ troppo, non ti serve.

La primavera è il momento della depurazione. Le fibre delle verdure, e della frutta, sono la strategia che la Natura ha immaginato per noi. E lei, la Natura, non sbaglia. Mai.

Le migliori proteine, i migliori carboidrati e lipidi, le vitamine e i sali minerali della migliore forma chimico-fisica (ossia più gradita dal corpo) sono contenute nelle verdure e nella frutta.

Ecco ad ogni pasto associale ai piatti che hai scelto. Usale come condimento e contorno. Sempre. Sono alimenti contro l’infiammazione e non si trasformano mai in grasso. Anzi! Se le assocerai al primo piatto il carico glicemico si abbassa. E non ingrassi.

Vuoi un esempio?

Un piatto sfizioso che riassume quanto ti ho detto?

Eccolo!

TORTA SALATA CON VERDURE E UOVA (per 4-5 persone)

Per la pasta

250 g di farina di grano saraceno

150 ml di acqua tiepida

1 pizzico di sale

1 pizzico di zucchero

2 cucchiai di olio di vinacciolo (o extra-vergine d’oliva)

1 tuorlo d’uovo

1 cucchiaino di olio di vinacciolo (o extra-vergine d’oliva)

1 cucchiaino di acqua

Per il ripieno

230/250 g di verdure miste a piacere già passate in padella

3 uova sbattute con 1 pizzico di sale

Preparare la pasta miscelando tutti gli ingredienti in una terrina fino a ottenere una palla liscia e omogenea Lasciare riposare l’impasto coperto con uno strofinaccio per 20-30 minuti circa.

Stendere i 2/3 della pasta formando un disco e ricoprire il fondo di una teglia rivestita da carta da forno.

Distribuire le verdure mescolate alle uova e coprire con il secondo disco di pasta più sottile ottenuto dall’impasto rimanente.

Spennellare con il, tuorlo dell’uovo sbattuto insieme all’olio e all’acqua.

Porre in forno preriscaldato per circa 40 minuti a 180°

Terza regola: SCEGLI GLI ORARI MIGLIORI PER MANGIARE.

Abbiamo smesso di considerare la cena il pasto principale. Eravamo, siamo a casa. La famiglia si riunisce a tutte le ore.

Il segreto per non ingrassare e riparare i processi infiammatori è mangiare poco la sera.

Poco perché dopo ti siedi sul divano e vai a dormire, poco perché così di notte il tuo corpo è più libero di attuare strategie di riparazione e ricostruzione.

Poco perché così dormirai meglio. E sarai più lucido, sgonfio/a, attivo/a.

Quarta regola: BEVI ACQUA NATURALE DURANTE TUTTA LA GIORNATA.

Depurare, veicolare all’esterno tossine ed eccessi richiama acqua in abbondanza.

Ti aiuterà ad essere anche più sazio/a e ti farà bello/a.

Quinta regola: MUOVITI.

Riprendi o inizia a fare movimento fisico gradualmente.

Starai meglio, sarai più attivo, aiuterai il corpo ad eliminare gli eccessi, migliorerai la flessibilità e diminuiranno i dolori vari alle articolazioni.

Non serve esagerare, basta poco. Anche solo una bella camminata a passo veloce nel verde per rimettere in moto tutto il sistema.

Poniti degli obiettivi crescenti fino ad arrivare al tuo allenamento ideale. Quotidiano. Un appuntamento con te. Tutto il tuo essere ringrazia.

Con queste poche azioni, semplici regole ti chiedo di impegnarti e seguire da ora, la tua personale FASE 2. E tu starai bene. Tornerai in forma. E sarai pronto/a.

Per te.

Ma anche per gli altri.

E scoprirai che è davvero bello tornare alla normalità.

E ti sorprenderai che il cambiamento ti ha reso migliore, che sei sano/a, e che ce la farai. Ce la faremo tutti.

Non indugiare e non aspettare domani.

Oggi è il giorno giusto per iniziare a prenderti cura di te.

Te lo meriti.

Sei stato bravo, sei stata brava a sopportare ed aspettare.

Ora è il tuo momento.

E’ il momento di pensare a te.

Vivilo come una rinascita.

L’hanno chiamata fase 2 ma il senso è lo stesso.

Rinascita. Come fa la Natura da sempre.

 Ricorda:

VA GIA’ TUTTO BENE

Vi aspetto. La prossima settimana

Io ci sarò.

Parleremo di come far ripartire la mente, insieme al corpo e allo spirito.

Di come riaccendere i motori degli uomini e delle donne che sanno dare il meglio.

Grazie

Valentina Cutri

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