“Ogni sorriso ti rende più giovane di un giorno”
Proverbio cinese

Secondo voi, perché alcune persone invecchiano prima di altre? O, almeno, perché alcune appaiono più giovani (e sane) di altre nonostante abbiano la stessa età?
È, questo, il grattacapo di scienziati, industrie del farmaco, della cosmesi e dell’estetica.

Fermiamoci un attimo a valutare le teorie della scienza per capire come e perché invecchiamo, poi rilassiamoci e diamo un’occhiata ad altre teorie che spaziano dalla filosofia alla saggezza delle nonne e all’antica medicina olistica.
Nessuno ha scoperto il segreto della lunga vita; quindi, a bocce ferme, hanno tutti ragione e torto allo stesso tempo. Ma, ogni teoria, può dare un prezioso contributo.
Una strategia è ascoltare tutti ma scegliere quanto “risuona dentro” come vero. Almeno per te. Basta che non sia una “fake news”: su questo tema ce ne sono molte!

Oggi la comunità scientifica concorda nel sostenere che l’invecchiamento sia dovuto principalmente al deterioramento progressivo delle cellule e che alcune differenze nella capacità di riparazione del danno causato dal passare del tempo, siano la chiave per spiegare la longevità così diverse tra i viventi.
Pare esistano geni (i componenti del DNA) coinvolti nell’invecchiamento (ne sono stati identificati parecchi) che si comportano in modo diverso in ognuno di noi decretando un rallentamento o meno del processo di riparazione cellulare.
Su questo non si scappa; anche se il dettaglio del meccanismo è ancora in fase di studio, la genetica  ha un’impronta reale in ciascuno; ma è anche vero, come sostengono gli scienziati con certezza, che la genetica influenza la longevità solo per il 25%.

NEL PROCESSO DI INVECCHIAMENTO NON TUTTO E’ LEGATO ALLA GENETICA

Facciamo un bel respiro e assaporiamo l’ultima affermazione che tradotta in parole semplice suona così: noi non siamo esclusivamente figli dei nostri genitori e progenitori con le loro caratteristiche e le loro memorie genetiche; siamo e saremo anche il risultato di tanti altri fattori che concorrono a renderci più o meno forti, più o meno sani, più o meno giovani.
Quali siano questi fattori (che, percentualmente superano abbondantemente l’impronta genetica) è lo scopo degli studi scientifici più moderni, degli investimenti faraonici dell’industria e della ricerca sulla salute, del futuro della tecnologia robotica e della curiosità di milioni di persone.
Io sono fra quei milioni che si chiedono cosa serve e come si fa a migliorare e allungare l’esistenza e, questo articolo, mi offre l’opportunità di confrontarmi con voi. Con voi, che rappresentate altre teorie da considerare e scambiare; altre esperienze e punti di vista.

Grazie già da ora per quello che scriverete, goccia preziosa che rappresenta un oceano di conoscenza.

Tornando alla scienza propriamente detta, esiste un insieme di elementi regolatori che governano le funzioni dei geni attivandoli o inibendoli, modificazioni chimiche del DNA che rimaneggiano la molecola della vita e, importantissimo, lo stato dei telomeri ossia l’estremità terminale dei cromosomi. Quest’ultima si accorcia ad ogni duplicazione cellulare (ogni cellula si rinnova costantemente per permettere la riparazione dell’usura) e concorre alla vita (sana o meno) della cellula stessa.
Tutte queste scoperte, che rimandano ad elementi esterni alla genetica ma che influiscono direttamente sul DNA (quindi sulla longevità), hanno fatto nascere una nuova scienza, l’EPIGENETICA che studia come l’impatto dell’ambiente e dello stile di vita regolano le funzioni e la longevità cellulare.
Il termine epigenetica significa letteralmente “sopra la genetica” e si riferisce ai cambiamenti che non alterano la sequenza genomica e che provengono da informazioni, stimoli ed impulsi esterni all’organismo. Permette quindi di capire come e fino a che punto le nostre interazioni con l’esterno ci cambiano “dentro” e come (e se) tali cambiamenti possono essere ereditati dalle future generazioni.
E’ una branca della genetica meravigliosa che stupisce ad ogni scoperta e apre a nuove esperienze scientifiche inimmaginabili fino a poco tempo fa.

I segreti dell'eterna giovinezza

L’aumento dell’aspettativa di vita è una grande conquista e un desiderio insopprimibile per la nostra specie e comporta nuove sfide che riguardano la piramide demografica. Affinché la società in cui viviamo rimanga sostenibile a livello demografico ed economico, è essenziale garantire che la popolazione in età avanzata possa godere di un livello ottimale di salute.
Superare le barriere biologiche per prolungare la vita fino a limiti attualmente inimmaginabili è un’aspirazione forse tanto antica quanto l’essere umano, ma oggi, per la prima volta, abbiamo gli strumenti adeguati per trasformarla in realtà.
Così scrivono gli autori del National Geographic.
Almeno una parte della fonte di giovinezza risiede nei geni, per questo il capitolo “genetica dell’invecchiamento” è studiato attivamente in tutto il mondo. In particolare, si studia l’espressione dei caratteri genetici fortemente influenzati da fattori ambientali e comportamentali che possono agire e persino prevalere su un’eventuale predisposizione genetica.

Su questo punto vorrei approfondire, visto che è l’ambito del libero arbitrio.
Sul tuo DNA puoi fare ben poco, è la tua eredità e va bene così; ma possiamo fare molto, davvero tanto, su tutto quanto riguarda l’influenza dei tuoi comportamenti (a partire da quello che mangi e bevi, dal luogo in cui vivi e da quello che coltivi nella mente) sui geni deputati alla salute e longevità.
Questo, come dichiara l’epigenetica, dipende in larga misura da te. I tuoi geni si azionano o si spengono a seconda delle sollecitazioni esterne/interne scatenate da tuo modo di vivere.
Anche la scienza, in soldoni, ti dice che sei artefice del tuo destino.

E, questa, è una meravigliosa realtà/libertà.

Judith Ollè Vilanova, ricercatrice e docente di Genetica dell’Università di Girona dice:
i geni racchiudono gran parte del segreto della longevità, ma non è tutto scritto in essi. Lo studio del genoma umano ha rivelato che alcune regioni formano strutture che fungono da orologio biologico, e che fattori esterni come l’ambiente e lo stile di vita (alimentazione, attività fisica, riposo notturno, socializzazione, equilibrio mentale) possono accelerare l’invecchiamento lasciando tracce specifiche nel DNA”.

Sveliamo quindi quali sono questi fattori esterni che possono rallentare il processo di invecchiamento e con esso il rischio di patologie legate alla senescenza come tumori e disturbi neurodegenerativi.
Preparatevi, l’argomento è ricco di sorprendenti informazioni. Scopriremo insieme come specifici modi e stili di vita possono creare uno scudo protettivo e, allo stesso tempo, renderci più giovani. Non dal punto di vista anagrafico, certo, ma da quello biologico. Che, alla resa dei conti, è quello che vale di più. 

Continuate a seguirmi, la settimana prossima vi svelerò i primi passi da fare verso il sogno planetario del FOREVER YOUNG
Vi aspetto. Io ci sarò.
Grazie

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